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Dipendenza Social

Francesco Degortes No Comments

Mi manchi. Da quando sei andata via, la mia vita non è più la stessa. Si lo so è solo un giorno, ma svegliarmi e non trovarti, con tutto quel mondo fantastico che hai dentro. Ancora non capisco cosa sia successo, perché sei andata via così. Mi sento perso, isolato, è come se andandotene avessi portato via con te tutto il mio mondo. Ti prego torna…Connessione.

Iniziamo da qui: se ti sei trovato a scrivere parole di questo tipo o le hai anche solo pensate quando il tuo cellulare ti ha abbandonato o hai avuto problemi di connessione, con tutta probabilità questa storia di internet ti è sfuggita di mano.

Che viviamo in una “realtà” iperconnessa si sa, che tutti siamo gelosi possessori di uno smartphone, pc o tablet o tutti e tre contemporaneamente pure, che tutti abbiamo almeno un profilo su un social network che sia Facebook, Twitter, Instagram o altro, manco a dirlo.

Ma quali sono i rischi di un uso sbagliato di questi strumenti? Quanto tempo della nostra giornata passiamo connessi? In quale, tra le varie psicosi da connessione ci rispecchiamo?

Potremmo partire con una notizia sensazionale: molte persone che trascorrono una grande quantità di tempo online non soffrono di alcun disturbo.

Il secondo step potrebbe essere, identificare quei comportamenti che rappresentano invece un campanello d’allarme per la relazione tra l’individuo e la sua connessione.

Facciamo un breve elenco.

(1)  Se vieni colto da stati d’ansia e agitazione per la smania e il bisogno di accedere a internet.

Preoccupati.

(2) Se hai vinto la sfida contro il fumo, ma i ripetuti tentativi di ridurre l’uso di internet sono falliti miseramente.

Preoccupati, magari meno del primo caso, ma non sottovalutarlo. 

(3) Se sopraggiungono le crisi di astinenza accompagnate da: ansia, irritabilità, depressione, allora il problema è serio.

(4) Se desideri navigare più del/la tuo/a Compagno/a… potrebbe bastare cambiare partner.

(5) Se cambi la foto profilo 1 volta al giorno e non sei un gran nuotatore, fai attenzione agli specchi d’acqua: Narciso docet. Una interessante curiosità riguardo la scelta della foto profilo arriva da uno studio pubblicato su International Journal of Psychology, secondo il quale le origini culturali avrebbero una forte influenza nella tipologia di foto utilizzate. Risulterebbe che gli utenti occidentali (culture individualiste) tendano a preferire immagini in primo piano che si focalizzano sul viso del singolo individuo, mentre gli utenti orientali (culture collettivistiche) foto profilo che includono maggiori caratteristiche del contesto, cioè del background che sta attorno alla persona ritratta nella foto. Così, tanto per.

(6) Se ad ogni ‘mi piace’ ti senti come Fabio Grosso dopo il rigore contro la Francia nel 2006 e per ogni post ignorato ti senti Renzi dopo il referendum costituzionale, forse dovresti rivedere la lista delle cose che contano nella tua vita.

(7) Se senza la tua amata connessione ti senti finito, un Robinson Crusoe alla deriva, spera che una qualche Venerdì ti faccia rinsavire.. A riguardo è stato coniato un termine apposito, nomofobia  (dall’inglese “no-mobile”), o sindrome da disconnessione, che si verifica nei soggetti dipendenti quando non possono collegarsi ad internet per svariati motivi (non c’è linea, c’è sovraccarico, hanno lasciato a casa lo smartphone, hanno la batteria scarica, ecc.)

Se pensi di essere affetto da uno di questi disturbi, forse faresti meglio a prenderti un periodo di riflessione, che non deve essere per forza definitivo. Se userai le parole giuste lei capirà e una volta superata questa fase potrete riprendere una relazione sana e felice, tu e la tua amata (connessione)… In fondo internet e gli stessi social, se utilizzati nel modo giusto, possono essere di grande aiuto, rendere la conoscenza più facile, far sentire gli amici più vicini, un ottimo passatempo e una buona opportunità di guadagno, cosa da non sottovalutare.

Ma torniamo a noi e ai nostri social-disturbi.

L’Internet Addiction Disorder (o dipendenza da internet) viene classificata come un disturbo da discontrollo degli impulsi (Ivan Goldberg 1995).

Riguarda diversi tipi di comportamento disfunzionale on-line: dipendenza cybersessuale, gioco d’azzardo patologico, dipendenza dai social network, videogiochi, shopping compulsivo, etc.

Tale dipendenza si sviluppa principalmente in soggetti con pre-esistenti disagi psicologici (ansia, depressione, altre dipendenze), magari in periodi di vita stressanti e/o particolarmente critici per eventi negativi (lutti, separazioni, problemi economici/lavorativi, ecc.)

I sintomi psico-fisiologici più evidenti sono mal di testa, tachicardia, disturbi alla vista, insonnia, confusione mentale, amnesie.

Questo tipo di soggetti tendono ad isolarsi, cercando soddisfazione e appagamento nel mondo virtuale, luogo in cui possono crearsi una nuova identità perdendo i contatti con la realtà.

Viene creato un mondo parallelo e irreale, dove tutto sembra possibile e, sicuramente, più bello e attraente; la persona si sente libera di far tutto ciò che vuole perché sa di poter beneficiare dell’anonimato e di una certa impunità.

Un gruppo di ricerca dell’università di Bergen ha sviluppato un metodo per misurare il livello di dipendenza degli utenti di Facebook: la Facebook Addiction Scale.

Dalle risposte degli studenti ai quali è stato somministrato il test è risultato che i soggetti più inclini alla dipendenza da facebook siano gli utenti più giovani  e che le persone con elevati livelli di dipendenza da facebook tendenzialmente presentino una disregolazione dei ritmi sonno-veglia.

Meno a rischio di dipendenza da facebook invece sarebbero le persone più organizzate e più ambiziose che tendono ad utilizzare i social network come parte integrante nel loro lavoro; anche l’essere donne sembra essere un fattore protettivo dall’insorgenza della facebook addiction.

5 differenti tipi “sociali” da evitare:

L’associale o maleducato.

Questo individuo vive il cellulare come una prolungamento della sua mano e non si stacca da lui per nessuna ragione. A tavola usa una posata alla volta, poiché vive con una mano eternamente occupata, alle volte usa il telefono per tagliare la carne o al posto del pane per accompagnare il cibo. Il suo più grande sogno è che venga inventatoe un kit tipo coltello Svizzero da attaccare allo smartphone. Altra simpatica abitudine, quando parla non vi guarda mai negli occhi, ma non per timidezza.

Il controllore

È colui che deve costantemente verificare se ci sono notifiche sul suo telefonino. Al mattino la prima azione che compie è prendere il cellulare dal comodino e controllare tutti gli account e i vari posti di amici e conoscenti, operazione da ripetere rigorosamente la notte prima di addormentarsi.

Lo spaesato

Individuo privo di rete 3/4G o WiFi, o con telefono scarico e senza possibilità di usufruire di un carica batterie. Si riconosce da un evidente stato di agitazione, pupille dilatate e frasi sconnesse.

Il Narciso

Si aggira allegramente per la città con il mondo sempre alle spalle. Una selfie Gioconda. Sconsigliate le vacanze in sua compagnia, perché oltre a costringervi a partecipare alla gara di selfie-selvaggio, vi ritrovereste spiattellati su ogni social con le espressioni più bizzarre. Tale personaggio potrebbe soffrire di un ulteriore disturbo detto “Uomo bandierina”, affetto da desiderio compulsivo e irrefrenabile di geolocalizzarsi ovunque, anche quando si trova al bagno.

L’Appman

Questo animale sociale a piccole dosi potrebbe anche risultare simpatico. È in possesso di tutte le app più idiote mai inventate e passerà il tempo a trasformarti in supereroe, a farti ballare con nani o altri personaggi bizzarri e grazie a lui entrerai a far parte di una dei miliardi di caricature dell’Urlo di Munch.

I 5 contatti da bannare:

L’incazzato

Facilmente riconoscibile, è quello che occupa la tua bacheca bestemmiando contro tutti e tutto, che vive in un eterno complotto e il mondo fa schifo, ci sono solo corrotti, nessuno lo merita e la Juve ruba, il governo pure, la Chiesa anche, la musica di oggi fa schifo… che potrebbe per certi aspetti trovarmi d’accordo, ma una cosa bella mai?

Il depresso

Lui è quello che posta solo frasi super esistenzialiste, canzoni tristissime e vi aggiorna su tutti gli emozionanti avvenimenti della sua vita: ‘ciao sono sveglio’, ‘ehi sto mangiando’, ‘oggi sono andato in bagno, sempre a lavoro, non mi ama nessuno, buonanotte a tutti. Grazie mille, davvero’.

Il credulone

Il credulone è un personaggio che fa tenerezza, è il re delle fake news, le condivide tutte, commentandole e sbalordendosi di dove stia andando a finire il mondo.

Il postatore compulsivo

Posta tutto sempre, foto, canzoni, articoli, aforismi, condivide ogni cosa appaia sulla sua bacheca.

Gli innamorati

Questa è la razza più pericolosa, perché vogliono a tutti i costi far sapere al mondo quanto si amano e quanto son felici e si scattano le foto assieme sul divano con messaggi amorosi continuando a commentarsi su facebook anche se si trovano a 20 cm di distanza. Se poi aggiungi che ogni due mesi cambia il partner…

Finita la carrellata giocosa dei frequentatori del web proviamo a dare qualche numero e per farlo mi affido ad un report di ‘We are social: Digital, Social & Mobile 2015′: 

Il 46% della popolazione mondiale utilizza internet, gli account attivi sui social sono più di 2,3 miliardi, pari al 31%  e ben il 51% della popolazione usa dispositivi mobile.

Per quel che riguarda il nostro paese invece, trascorriamo online mediamente 4 ore e 28 minuti da PC/laptop, 2 ore e 12 minuti da mobile e 2 ore e 30 minuti sono dedicati all’utilizzo dei social.

Sono 37,6 milioni le persone che utilizzano internet (il 63% della popolazione)

Gli account attivi su piattaforme social sono oggi 28 milioni, e 24 milioni interagiscono attraverso smartphone: la piattaforma più utilizzata è Facebook seguita da WhatsApp.

Dare un’occhiata alla varie tendenze potrebbe tornare molto utile per pianificare una buona strategia di marketing ed ottimizzare gli investimenti pubblicitari.

Lettera di Natale

Francesco Degortes No Comments

L’articolo di oggi è un po’ diverso dal solito, in realtà non si tratta di un vero articolo, ma di una lettera inviataci, tramite posta tradizionale (come ai vecchi tempi) dal proprietario di un’azienda, che chiede il nostro supporto nella gestione e sviluppo della sua attività.

Già la modalità di invio ci aveva colpito, ma le sue parole, i toni così cortesi e la passione celata dietro le lettere, ci hanno spinto a rendere pubblica (dopo aver avuto l’autorizzazione dell’interessato)  la richiesta di questo nostro nuovo cliente.


Alla C.A

Della società Marketingacolori.it

Salve, vi contatto perché penso possiate fare al caso mio.

Ho un’attività nata nel 1823, che gestisco con ottimi risultati da anni. L’azienda è molto grande ed ho diversi collaboratori che contribuiscono al suo buon andamento.

Il nostro è principalmente un lavoro tramite corrispondenza: i clienti ci inviano le loro richieste tramite lettera, noi realizziamo la merce e poi evadiamo gli ordini entro una data prestabilita.

La maggiore difficoltà è legata alle consegne, che si concentrano tutte nella stessa giornata (nottata per la precisione).

Il nostro, inoltre, è un lavoro delicato, avendo a che fare con persone molto importanti e non ci è permesso commettere errori o avere dei ritardi nelle spedizioni.

Di questo aspetto (le consegne), sempre per questioni legate alla fiducia, al rapporto personale che si instaura con i clienti e perché no, ad una vecchia romantica tradizione, me ne occupo io personalmente. Capirete quindi, che sia necessario avere una macchina produttiva e logistica assolutamente perfetta.

In verità però non è per quest’ultimo aspetto che vi contatto, ho collaudato negli anni un sistema  e dei trucchetti che funzionano alla perfezione.

Il vero motivo del mio contatto è che avrei bisogno di una gestione a 360° del marketing aziendale a partire dalle piccole cose, come:

– Divise del personale con stemma e motto aziendale.

– Strumenti adeguati per la gestione della corrispondenza e magari un supporto gestionale in questo periodo di passaggio dal  cartaceo, all’elettronico.

– Un jingle nuovo al passo con i tempi.

– Spot pubblicitari ad effetto, tipo: Better call Santa!

Sapete, in passato ho lavorato nel settore, ero testimonial di una famosa bibita, e questo mi ha aiutato tanto nel rendere famosa la mia attività, ma oggi sembra che la comunicazione non stia funzionando al meglio. C’è in atto una campagna diffamatoria che mira a far credere, che i nostri non siano effettivamente prodotti originali, realizzati a mano nelle nostre fabbriche e che per giunta le consegne non vengano effettuate dal sottoscritto. Capirete bene, che questa situazione, sta arrecando forti danni alla nostra società, con conseguente perdita di diversi clienti, soprattutto in un range specifico e che tende ad allargarsi con gli anni. La fascia di età dei nostri clienti si sta restringendo, il nostro obbiettivo sarebbe di invertire questa tendenza, rinnovando la brand reputation.

Ho dato un’occhiata alla pagina Facebook della vostra società e al vostro sito, e l’impatto è stato subito positivo, quei colori, quella semplicità, ho visto empatia e identica prospettiva. Son sicuro che siete la soluzione giusta per far ripartire la mia aziende.

Vi lascio il mio recapito in attesa di un vostro ricontatto.

Joulupukki, Joulupukin Pääpusti,

Fi-96930 Napapiiri, Finlandia

Cordiali Saluti

Babbo Natale

P.S.

Vi segnalo anche due ditte a me molto care che stanno attraversando una situazione molto simile alla mia e son sicuro che sarebbero liete di ricevere il vostro supporto:

Mouseofteeth.it e Epifany.socks.com.


 Il Calendario Editoriale per la Campagna ‘Xmas 2016’ è stato pianificato.

Intanto, ringraziamo il nostro nuovo speciale cliente, e Vi invitiamo a restare sintonizzati per scoprire tutte le Social News di Babbo Natale.

@Calendario dell’Avvento.

#StayTuned on Marketing a Colori.

E’ Arrivato il ‘Black Friday’

Francesco Degortes No Comments

E’ Arrivato il ‘Black Friday’

Ci siamo, il tanto atteso Black Friday è arrivato, ma cos’è e come è nato il Venerdì Nero?

Partiamo dicendo che non é un giorno festivo: sul calendario non è Rosso, ma Nero. E’ la giornata dello shopping conveniente, che da il via ai saldi natalizi. Il Black Friday cade l’ultimo venerdì di Novembre il giorno dopo il Thanksgiving Day (giorno del ringraziamento).

In questa giornata tutti i negozi applicano sconti spesso e volentieri superiori al 50/70 %, e la gente impazzisce letteralmente tanto da accamparsi fuori dagli shop pur di accaparrarsi i prodotti desiderati. Non son mancati negli anni episodi molto sgradevoli legati a questa giornata.

Il Black Friday è sicuramente giorno di festa invece per commercianti e markettari vari, i primi perché rimpinguano abbondantemente le loro casse e i secondi perché possono sbizzarrirsi inventando strategie e slogan d’ogni sorta, purché efficaci.

Le strategie più utilizzate sono senza ombra di dubbio, l’utilizzo delle mail promozionali sui clienti Vip ai quali vengono riservati sconti molto vantaggiosi, le campagne sui social per creare engagement tramite banner e immagini emozionali e sfruttando inoltre la vicinanza con il Natale.

Ma una delle costanti che si trova nelle campagne legate al Black Friday è quella di creare l’urgenza: non farti scappare l’occasione, è solo per oggi. Do it! don’t think.

A differenza degli USA, in cui la gente si riversa nelle vie dello shopping, in alcuni casi , accampandosi letteralmente davanti ai negozi, in Italia questa giornata è quasi esclusivamente un evento on-line, dove siti come Amazon, eBay, Zalando, la fanno da padroni.

Nel nostro paese è sbarcato solo da pochi anni, ma sta diventando un evento sempre più importante, per commercianti e consumatori tanto da registrare ogni anno, incrementi a due cifre sulle percentuali di vendita.

Ma quando è nato il Black Friday?

Nessun dato certo sull’origine del nome. C’è chi sostiene che derivi dal traffico che, in questa giornata, congestiona le principali metropoli statunitensi. Il termine, la prima volta, sarebbe stato coniato a Filadelfia. Secondo altri, si rifarebbe ai libri contabili dei commercianti, dove le perdite vengono segnate in colore rosso, mentre i guadagni in nero.

Il primo ‘Black friday’ sembra risalire al 1924 quando, nel giorno successivo al Ringraziamento, Macy’s organizzò una parata per celebrare l’inizio dello shopping natalizio, mentre il primo utilizzo del nome dovrebbe risalire al 1951, il termine Black Friday faceva riferimento alla pratica dei dipendenti di dichiararsi malati la mattina seguente al Thanksgiving per farsi il week-end lungo: da giovedì a domenica. Nel 1961 il nome veniva utilizzato dalla polizia di Philadelphia per indicare il venerdì di shopping sfrenato che causava inevitabilmente grossi disagi nella circolazione sulle strade e nei negozi.

Io però ho un’altra teoria, non supportata da prove, ma che ritengo più plausibile: Ve la racconto.

Pittsburgh Novembre ’48

Tom: Hey Kate you look tired!

Kate: Oh yes Tom! Today was a really Black Friday. I did seven hundred receipts

Philadelphia Novembre ‘49

Marie: Tomorrow for my birthday we can go somewhere?

Rob: No chance, all the people living in this country will flood the streets, will be a Black Friday for traffic. Better next week.

Albuquerque novembre ‘50

Jesse: Yo, let’s have a beer, Man?

Walt: Ya , I need.

Jesse: What happened to your face, yo?

Walt: A guy in the shop first stole me the gift for my daughter and than punched my face. Really a Black Friday

Jesse: Oh Yes, as your eye, Yo

New York Novembre ’51

Daenerys: I have an idea for the campaign in late November.

Jon: Tell me!

Daenerys: Hurry up, Black Friday is coming.

Jon: We should create a barrier to block customers. Ahahah

Daenerys: We put two dragons at the door. Aahahah

 

Ecco credo che sia andata pressappoco così.

Ci sentiamo al Cyber Monday

 

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