A scuola di html

A scuola di html

Francesco Degortes No Comments

Le vacanze sono finite ed è ora di tornare sui banchi.

Fatta la scorta di grasso per affrontare il freddo inverno, the winter is coming…da un pezzo, siamo prontissimi, forse, a buttarci, con un po’ di nostalgia, nel mare del web. Nel mare della rete? Ma che vuol dire? Io ho sempre visto le reti a mare, ma…stop. Facciamo i seri. Ci tuffiamo nel web, senza mare, no nostalgia, no amarcord… pesci suicidi.

Cosa tiriamo fuori dalla rete? Una lingua nuova.

Oggi impareremo a parlare html. Solo le nozioni base, quelle necessarie alla sopravvivenza del turista.

Il linguaggio nasce in terra elvetica (CERN di Ginevra) tra la fine degli anni 80 e inizi 90 del XX secolo
(quando Ligabue portava i capelli lunghi, gilet muccati e gli stivali, Will Smith era il principe di  Bel Air e per chiamare un amico si suonava al campanello di casa), ma oggi è parlato in tutto il web e la gente gira col risvoltino. I Padri dell’Html sono Tim Berners-Lee e Daniel Connolly che nel 1993 ne pubblicarono la prima definizione. Anche l’html ha la sua Accademia della Crusca, chiamata W3C (World Wide Web Consortium) che a partire dal 1994 ha la prerogativa sullo sviluppo del linguaggio… e il mondo divenne selvaggio.

L’HTML (Hyper Text Markup Language = Linguaggio di marcatori per ipertesti) è un linguaggio di formattazione (evolutosi nel tempo, oggi siamo all’html5), che descrive le modalità di impaginazione o visualizzazione grafica (layout) del contenuto, testuale e non, di una pagina web attraverso tag di formattazione (l’ho preso da wikipedia).

In parole semplici l’html, non è altro che una serie di indicazioni o elementi (tag) che indicano dove e come deve essere visualizzata una pagina web: la foto a destra, il testo a sinistra, lo stile da utilizzare, quando andare a capo, il grassetto, i colori etc, creando così un documento multimediale.

I documenti HTML sono in grado di incorporare molte tecnologie, linguaggi come CSSJavaScriptXMLJSON e altre applicazioni multimediali, che permettono di aggiungere al documento ipertestuale controlli più sofisticati sulla resa grafica, interazioni dinamiche con l’utente, animazioni interattive e contenuti multimediali.

Non lo si può definire comunque un linguaggio di programmazione sebbene supporti l’inserimento di script e oggetti esterni quali immagini o filmati, ma più di impaginazione ipertestuale. Iper(testuale) perché la lettura può non essere lineare, è possibile cioè saltare da un documento all’altro o da un punto all’altro dello stesso documento, attraverso parole chiave usate come collegamenti ipertestuali (hyperlink). Di solito queste parole sono colorate di blu o in grassetto o sottolineate per renderle riconoscibili: html

Divago un attimo, ma neanche troppo:

In contemporanea all’html nasce anche l’http L’HyperText Transfer Protocol  (protocollo di trasferimento ipertesto), che è il protocollo utilizzato per il trasferimento dati tra server e browser. (la pagina web scritta in html viene trasportata dal server al browser utilizzando questo protocollo)

E’ come se ti trovassi in Giappone in visita da un amico.

Tu sei tu, fin qui tutto bene e in Giapponese sai dire solo arigatò, che manco lo sai scrivere. Chiedi al tuo amico di andare a comprare il pesce

Il tuo amico (browser) si reca in pescheria (il server) per domandare il pesce (pagina web) al commesso che lavora in pescheria (server web: software in funzione sul server). Il serverwebpescivendolo consegnerà la merce imbustata (protocollo http). A questo punto devo forzare un po’ l’esempio. solo il tuo amico sa come scartare il pesce. Il tuo browseramico tornerà a casa e tolto l’involucrohttp ti consegnerà il tuo bel pescefrescopaginaweb. Forse era meglio l’esempio del traduttore.

Invertendo: tu digiti la pagina che vuoi raggiungere (pesce), il browser (il tuo amico) raggiunge il server (la pescheria), e chiede al server web (il pescivendolo) la pagina web desiderata (pesce). Il server web(pescivendolo) consegna la paginaweb(pesce) al tuo browser(amico), httpimbustataeimpacchettata per portarla sullo schermo del tuo pc(casa). Il browser(amico) elaborando le informazioni scritte in html ti mostrerà una pagina semplice ed ordinata ( se lo sviluppatore è stato bravo) in modo che tu possa usufruirne facilmente.

Togliendo, il pescivendolo, il tuo amico, il Giappone (lo so ti piaceva l’idea della vacanza nipponica)… rimane quanto segue:

I documenti HTML vengono immagazzinati sui dischi rigidi di macchine elaboratrici (computerserver) costantemente collegate e connesse alla rete Internet. Su queste macchine è installato un software specifico (web server) che si occupa di produrre e inviare i documenti ai browser degli utenti che ne fanno richiesta usando il protocollo HTTP per il trasferimento dati. (anche questo preso da wiki). Scusate se il lavoro è già fatto, e fatto bene, perché non sfruttarlo. Furbo come un vecchio lupo di mare, o forse quella era la volpe.

Nella definizione abbiamo detto che l’html determina la disposizione della pagine attraverso tag di formattazione, ma cosa sono questi tag (contrassegni)?

I tag sono una serie di contrassegni appunto,  rappresentati tra parentesi uncinate o angolari, i segni di minore “<” e maggiore “>”, e solitamente ne troviamo uno di apertura es. <B> e uno di chiusura </B> , costituito da una sbarra che precede il nome del tag ( in questo caso B, che sta per bold = grassetto).

esempio: <b> ciao </b> la parola ciao viene visualizzata in grassetto sul tuo pc o smartphone.

I tag possono anche essere racchiusi l’uno dentro l’altro, in questo caso si dice che sono annidati.

Es. <b><I> ciao<I> </b>

I sta per italic = corsivo  quindi vedremo scritto ciao.

Alcuni tag come  <img>, che serve per inserire un’immagine in un determinato punto della pagina, o <br>, che serve per andare a capo, non necessitano del tag di chiusura; in questo caso si parla di tag a chiusura implicita.

In XHTML, una variante di HTML4, invece, la chiusura implicita è proibita e tutti i tag devono essere sempre chiusi, in questi casi usando il carattere ‘/’ alla fine del tag stesso ( <img />; <br />).

Per realizzare un documento HTML non c’è bisogno di un particolare programma, ma è sufficiente un semplice elaboratore testi come il Blocco Note.

Anche se oggi è possibile delegare la scrittura del codice HTML ad applicazioni specifiche, gli editor html come WYSIWYG, che generano il codice vero e proprio automaticamente permettendo al designer di occuparsi dell’aspetto grafico finale della pagina.

La struttura del documento html viene detta ad albero annidato. I tag <html> e</html> delimitano tutto il documento. Questo tag  serve a comunicare al browser che tutto quello che è compreso in questo intervallo è stato redatto secondo il linguaggio di contrassegno HTML.

All’interno dei tag <html> troviamo tutte le informazioni su come sarà la nostra pagina web.

Lo standard prevede che siano sempre presenti due sezioni ben distinte e disposte in sequenza ordinata:

  • L’header=intestazione, delimitata tra i tag <head> e </head>, che contiene informazioni di controllo normalmente non visualizzate dal browser, con l’eccezione di alcuni elementi come La coppia di tag <TITLE> e </TITLE> che delimitano il titolo.
    Tutto ciò che viene digitato tra questi due tag appare nella barra del titolo (è la barra che si trova più in alto nella finestra del browser).
  • Il body=corpo, delimitata tra i tag <body> e </body>, che contiene la parte informativa vera e propria, ossia il testo, le immagini e i collegamenti che costituiscono la parte visualizzata dal browser e racchiude quindi tutti gli altri tag che verranno utilizzati per dar vita al documento HTML.

 

<HTML>
             <HEAD>
                            <TITLE>marketingacolori</TITLE>
             </HEAD>
             <BODY>

                            <H1 align=center>A scuola di html</H1>

                             <P>Spero che l’articolo vi sia piaciuto.</BR>Continuate a seguirci.

                              <P>Ciao a tutti.

                              <P>Alla prossima <BR> Francesco Degortes

               </BODY>
</HTML>


Per vedere il risultato:

  1. Apri l’elaboratore testi (Blocco Note)
  2. Copia e incolla il testo 
  3. Salva il file con il nome ciao.html
  4. Apri il file in questione.

H sta per Header = titolo che può avere un valore da 1 a 6

P sta per Paragraph = paragrafo

Br sta per Break = interruzione

I tag <P> e <Br> non necessitano tag di chiusura </P> e </BR>

I tag <P> e <H> supportano l’attributo align=allineamento, che ha tre parametri:

  1. align=right – allineamento a destra;
  2. align=center – allineamento al centro;
  3. align=left – allineamento a sinistra;

 

Spero che questo articolo vi abbia fatto entrare nel mondo Html sorridendo e senza sbadigliare troppo.

 

Alla prossima!

Lettera di Natale

Francesco Degortes No Comments

L’articolo di oggi è un po’ diverso dal solito, in realtà non si tratta di un vero articolo, ma di una lettera inviataci, tramite posta tradizionale (come ai vecchi tempi) dal proprietario di un’azienda, che chiede il nostro supporto nella gestione e sviluppo della sua attività.

Già la modalità di invio ci aveva colpito, ma le sue parole, i toni così cortesi e la passione celata dietro le lettere, ci hanno spinto a rendere pubblica (dopo aver avuto l’autorizzazione dell’interessato)  la richiesta di questo nostro nuovo cliente.


Alla C.A

Della società Marketingacolori.it

Salve, vi contatto perché penso possiate fare al caso mio.

Ho un’attività nata nel 1823, che gestisco con ottimi risultati da anni. L’azienda è molto grande ed ho diversi collaboratori che contribuiscono al suo buon andamento.

Il nostro è principalmente un lavoro tramite corrispondenza: i clienti ci inviano le loro richieste tramite lettera, noi realizziamo la merce e poi evadiamo gli ordini entro una data prestabilita.

La maggiore difficoltà è legata alle consegne, che si concentrano tutte nella stessa giornata (nottata per la precisione).

Il nostro, inoltre, è un lavoro delicato, avendo a che fare con persone molto importanti e non ci è permesso commettere errori o avere dei ritardi nelle spedizioni.

Di questo aspetto (le consegne), sempre per questioni legate alla fiducia, al rapporto personale che si instaura con i clienti e perché no, ad una vecchia romantica tradizione, me ne occupo io personalmente. Capirete quindi, che sia necessario avere una macchina produttiva e logistica assolutamente perfetta.

In verità però non è per quest’ultimo aspetto che vi contatto, ho collaudato negli anni un sistema  e dei trucchetti che funzionano alla perfezione.

Il vero motivo del mio contatto è che avrei bisogno di una gestione a 360° del marketing aziendale a partire dalle piccole cose, come:

– Divise del personale con stemma e motto aziendale.

– Strumenti adeguati per la gestione della corrispondenza e magari un supporto gestionale in questo periodo di passaggio dal  cartaceo, all’elettronico.

– Un jingle nuovo al passo con i tempi.

– Spot pubblicitari ad effetto, tipo: Better call Santa!

Sapete, in passato ho lavorato nel settore, ero testimonial di una famosa bibita, e questo mi ha aiutato tanto nel rendere famosa la mia attività, ma oggi sembra che la comunicazione non stia funzionando al meglio. C’è in atto una campagna diffamatoria che mira a far credere, che i nostri non siano effettivamente prodotti originali, realizzati a mano nelle nostre fabbriche e che per giunta le consegne non vengano effettuate dal sottoscritto. Capirete bene, che questa situazione, sta arrecando forti danni alla nostra società, con conseguente perdita di diversi clienti, soprattutto in un range specifico e che tende ad allargarsi con gli anni. La fascia di età dei nostri clienti si sta restringendo, il nostro obbiettivo sarebbe di invertire questa tendenza, rinnovando la brand reputation.

Ho dato un’occhiata alla pagina Facebook della vostra società e al vostro sito, e l’impatto è stato subito positivo, quei colori, quella semplicità, ho visto empatia e identica prospettiva. Son sicuro che siete la soluzione giusta per far ripartire la mia aziende.

Vi lascio il mio recapito in attesa di un vostro ricontatto.

Joulupukki, Joulupukin Pääpusti,

Fi-96930 Napapiiri, Finlandia

Cordiali Saluti

Babbo Natale

P.S.

Vi segnalo anche due ditte a me molto care che stanno attraversando una situazione molto simile alla mia e son sicuro che sarebbero liete di ricevere il vostro supporto:

Mouseofteeth.it e Epifany.socks.com.


 Il Calendario Editoriale per la Campagna ‘Xmas 2016’ è stato pianificato.

Intanto, ringraziamo il nostro nuovo speciale cliente, e Vi invitiamo a restare sintonizzati per scoprire tutte le Social News di Babbo Natale.

@Calendario dell’Avvento.

#StayTuned on Marketing a Colori.

E’ Arrivato il ‘Black Friday’

Francesco Degortes No Comments

E’ Arrivato il ‘Black Friday’

Ci siamo, il tanto atteso Black Friday è arrivato, ma cos’è e come è nato il Venerdì Nero?

Partiamo dicendo che non é un giorno festivo: sul calendario non è Rosso, ma Nero. E’ la giornata dello shopping conveniente, che da il via ai saldi natalizi. Il Black Friday cade l’ultimo venerdì di Novembre il giorno dopo il Thanksgiving Day (giorno del ringraziamento).

In questa giornata tutti i negozi applicano sconti spesso e volentieri superiori al 50/70 %, e la gente impazzisce letteralmente tanto da accamparsi fuori dagli shop pur di accaparrarsi i prodotti desiderati. Non son mancati negli anni episodi molto sgradevoli legati a questa giornata.

Il Black Friday è sicuramente giorno di festa invece per commercianti e markettari vari, i primi perché rimpinguano abbondantemente le loro casse e i secondi perché possono sbizzarrirsi inventando strategie e slogan d’ogni sorta, purché efficaci.

Le strategie più utilizzate sono senza ombra di dubbio, l’utilizzo delle mail promozionali sui clienti Vip ai quali vengono riservati sconti molto vantaggiosi, le campagne sui social per creare engagement tramite banner e immagini emozionali e sfruttando inoltre la vicinanza con il Natale.

Ma una delle costanti che si trova nelle campagne legate al Black Friday è quella di creare l’urgenza: non farti scappare l’occasione, è solo per oggi. Do it! don’t think.

A differenza degli USA, in cui la gente si riversa nelle vie dello shopping, in alcuni casi , accampandosi letteralmente davanti ai negozi, in Italia questa giornata è quasi esclusivamente un evento on-line, dove siti come Amazon, eBay, Zalando, la fanno da padroni.

Nel nostro paese è sbarcato solo da pochi anni, ma sta diventando un evento sempre più importante, per commercianti e consumatori tanto da registrare ogni anno, incrementi a due cifre sulle percentuali di vendita.

Ma quando è nato il Black Friday?

Nessun dato certo sull’origine del nome. C’è chi sostiene che derivi dal traffico che, in questa giornata, congestiona le principali metropoli statunitensi. Il termine, la prima volta, sarebbe stato coniato a Filadelfia. Secondo altri, si rifarebbe ai libri contabili dei commercianti, dove le perdite vengono segnate in colore rosso, mentre i guadagni in nero.

Il primo ‘Black friday’ sembra risalire al 1924 quando, nel giorno successivo al Ringraziamento, Macy’s organizzò una parata per celebrare l’inizio dello shopping natalizio, mentre il primo utilizzo del nome dovrebbe risalire al 1951, il termine Black Friday faceva riferimento alla pratica dei dipendenti di dichiararsi malati la mattina seguente al Thanksgiving per farsi il week-end lungo: da giovedì a domenica. Nel 1961 il nome veniva utilizzato dalla polizia di Philadelphia per indicare il venerdì di shopping sfrenato che causava inevitabilmente grossi disagi nella circolazione sulle strade e nei negozi.

Io però ho un’altra teoria, non supportata da prove, ma che ritengo più plausibile: Ve la racconto.

Pittsburgh Novembre ’48

Tom: Hey Kate you look tired!

Kate: Oh yes Tom! Today was a really Black Friday. I did seven hundred receipts

Philadelphia Novembre ‘49

Marie: Tomorrow for my birthday we can go somewhere?

Rob: No chance, all the people living in this country will flood the streets, will be a Black Friday for traffic. Better next week.

Albuquerque novembre ‘50

Jesse: Yo, let’s have a beer, Man?

Walt: Ya , I need.

Jesse: What happened to your face, yo?

Walt: A guy in the shop first stole me the gift for my daughter and than punched my face. Really a Black Friday

Jesse: Oh Yes, as your eye, Yo

New York Novembre ’51

Daenerys: I have an idea for the campaign in late November.

Jon: Tell me!

Daenerys: Hurry up, Black Friday is coming.

Jon: We should create a barrier to block customers. Ahahah

Daenerys: We put two dragons at the door. Aahahah

 

Ecco credo che sia andata pressappoco così.

Ci sentiamo al Cyber Monday

 

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