Archivio mensilemarzo 2016

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La Mucca Viola

Chantal Bombaci No Comments

Dario Patriarchi, Marketing & Project Manager

Romano di 30 anni, una formazione in comunicazione e marketing e un’esperienza da project manager,collabora con diverse aziende come consulente di marketing strategico e diretto, affinando il metodo “Marketing Planner”. Oggi ci consiglia come distinguersi tra i tantissimi competitors.



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Se Non sei VIOLA.. Non Vendi

Seth Godin, ha scritto numerosi libri su come incominciare un business usando il marketing, sottolineando la necessità di essere sempre oltre l’ordinario,“straordinario”. E ne ha scritto uno in particolare, davvero fondamentale per chi ha un business proprio: La mucca viola. Farsi notare (e fare fortuna) in un mondo tutto marrone.

Godin usa le mucche come esempio: immaginiamo per un momento un prato pieno di mucche, una mucca viola spicca subito, te la ricordi per forza, è l’immagine “straordinaria”. Almeno fino a quando ogni mucca non diventa viola…

Questa semplice immagine sottolinea una cosa molto importante, finché non ti distingui dalla massa, sei invisibile. E se tu sei invisibile, come fai a vendere? Il punto è che oggi hai proprio la necessità di creare un prodotto o una azienda appunto “straordinaria”.

Il libro di Godin (di cui consiglio assolutamente la lettura) si può riassumere in questa domanda:

Come puoi aspettarti risultati straordinari senza essere straordinario?

Facciamo un esempio…

Prendiamo il caso che il nostro business è un sito internet.

Ci sono molti siti, che sono ben disegnati, hanno un aspetto professionale, si scaricano velocemente, ma sono tutti uguali, sono noiosi. L’idea che un business sicuro e non rischioso sta dilagando ora anche su internet e ottiene il risultato di creare tanti siti uguali, tanti siti fotocopia…

Mettiamo il caso che tu fossi il buyer di un’azienda e stai compilando una lista di clienti potenziali attraverso una ricerca su internet… fai questa lista e alla fine noterai che sono tutti uguali.. nessuno esce dalla massa…

Un sito diverso invece dovrebbe spiccare, te lo ricorderesti. Accetterai anche il fatto che non sarà ben visto da qualcuno. Ma questo va bene, tu sarai impressionato e coloro che lo useranno e compreranno (davvero o metaforicamente in base al sito) diranno ad altre persone che ne avranno usufruito. E così via.

Come si fa a impressionare?

Continuiamo con l’esempio del sito web… per capire ad esempio come fare il design è abbastanza semplice. Fai una lista dei siti dei tuoi “top competitors

” e dì all’agenzia che ti fa il sito che non vuoi niente di simile!

Ricorda a questi ragazzi che sono dei creativi e fagli gustare il sapore di questa sfida, in questa maniera dovresti raggiungere il risultato di avere un sito che spicca, che è differente, che porta valore nel tuo business.

Al fine di far funzionare tutto questo, il sito ha bisogno di adattarsi con il posizionamento complessivo dell’organizzazione. Dovrà avere ovviamente l’aspetto più naturale possibile. Non vi è alcun problema nella creazione di un sito web di colore rosa, solo perché tutti gli altri usano il giallo. E questo è il vero trucco, in particolare nelle organizzazioni B2B, magari creare qualcosa di fantasioso e diverso, pur rimanendo fedele alle linee guida dei marchi più conservatori.

Oltre l’abito…

Ci sono molti elementi su cui puoi lavorare per differenziare il tuo sito dalla concorrenza, come ad esempio: i contenuti, la navigazione e il design complessivo.

Scusatemi se faccio un esempio ovvio…

Uno dei più famosi esempi di un sito che non ha mai seguito la moda è Google. Da sempre Google si è differenziato usando due elementi principali, il design complessivo e i contenuti. Bene, al momento è stato proprio il vuoto di contenuti che ha determinato il suo successo. Mentre tutti gli altri motori di ricerca impacchettavano più informazioni sulla pagina possibile, (come ad esempio Yahoo).. Google non ha messo nulla sulla sua home page, se non i risultati di ricerca e il design più pulito e meno ingombrante possibile.

L’altro vantaggio di Google è stato la sua abilità di rimandare risultati che erano anche vagamente rilevanti sulla query di domanda (forse cercavi…?) è un fatto poi molto interessante che comunque ancora oggi, nonostante abbia affermato il suo predominio, è ancora un colosso che detta mode e punta alla differenziazione e all’originalità dagli altri…

Come ho detto prima, Google è un esempio ovvio… ma quanto vorresti pagare per essere l’esempio ovvio nel tuo settore?

In conclusione

Siti web e business non possono permettersi di essere invisibili per non correre rischi ed essere al sicuro.

” Quello che una volta veniva considerato sicuro, ora non lo è più. Quello che ora è il rischio è diventato uno standard.” Edward Hasting Evas

Dario Patriarchi,

Marketing & Project Manager

I Colori del Marketing

Chantal Bombaci No Comments

Una guida per conoscere tutti i segreti della tavolozza


 

“Un’immagine vale più di mille parole”.

I_Colori_del_Marketing

Verissimo, ma non diamo per scontato che tutte le immagini cui siamo sottoposti raggiungano il nostro cervello.  La percezione visiva infatti è del tutto subordinata a questa macchina straordinaria, il cervello, in grado di provocare effetti emotivi e comportamenti psicologici diversi.

Per trattare in modo adeguato un argomento così affascinante come quello del comportamento umano, oggi andremo a spulciare tra le teorie più “affidabili” (a quanto dicono…) sulla psicologia del colore.

Loro, i colori, allegri pantoni ordinatamente disposti in fila con su un codice identificativo come fossero soldatini, devono essere la nostra cassetta degli attrezzi, in quanto possiedono la capacità di veicolare in positivo o in negativo emozioni e sensazioni.

Come dimostra la ricerca, elementi quali preferenze personali, esperienze, educazione, differenze culturali, contesto, spesso plasmano l’effetto che i singoli colori hanno su di noi. Infatti, un’indagine eseguita tra i partecipanti al Seoul International Color Expo ha indicato che il 92,6% dei consumatori dichiara essere il colore l’elemento principale che veicola il proprio acquisto, mentre solo il 5,6% afferma che il tatto è più importante, mentre udito e olfatto attirano solo lo 0,9%.

Potrei tranquillamente affermare di far parte di questo 92,6%. Da consumatrice esperta. Ok, da consumatrice dalle mani bucate.

Da ‘addetta ai lavori’, invece..

– non me ne vogliate, ma questo dice la didascalia sotto l’immagine che mi rappresenta nella sezione “il team” e la nostra Consulente Marketing, sangue del mio sangue, a certe cose ci tiene proprio –

mi permetto di affermare che:

la scelta del colore rappresenta effettivamente uno step determinante durante il processo di pianificazione di una campagna di comunicazione: dalla realizzazione di un sito internet, ad uno specifico packaging, fino alla pubblicità offline. Perché il colore può cambiare l’esito del risultato. Imbattersi in scelte cromatiche sbagliate, è un pericolo che si riversa sia nel contenuto del messaggio che nell’invito all’azione, rischiando che questi vengano ignorati dall’utente/consumatore.

Non è un caso che anche la  NASA abbia a cuore l’argomento, tanto da aver realizzato degli appositi strumenti per aiutare a scegliere combinazioni di colori ottimali da utilizzare (o manomettere?).

Esiste pertanto, una psicologia del colore, un codice ben preciso,  che se utilizzato nel modo giusto può essere un supporto determinante per il successo o il fallimento di un brand.

Per il content marketing il colore è uno ‘spunto’ dal quale partire. Del tutto studiato. Teorico. Analitico. Markettaro.

Da amante dell’arte e, ahimè, aspirante pittrice e fedele seguace della nostra #illustratrice, mi pesa un po’ dover affermare quanto sopra, temendo di minimizzare così la magia che una tavolozza è in grado di trasmettere. Per il content marketing la realtà ha sfaccettature diverse. In un oceano di contenuti, il colore può aiutare a spiccare tra tanti. Il colore è un segnale che mandiamo all’utente per fargli vedere, sentire, fare ciò che speriamo.


Ed ecco la guida promessa, almeno per quanto suggerito dalla “scienza”:

Bianco. (indiscutibilmente il mio colore, da sempre e per sempre)

Il bianco raffigura la libertà da ogni sorta di impedimento. Colore della purezza, della nitidezza, del candore, dell’innocenza. Rappresenta la realizzazione di condizioni ideali e valide per una nuova partenza.

Rosso.

Il colore rosso è il più studiato, attraente, intrigante, malizioso. Connota eccitazione, sensazioni di pericolo. Può evocare reazioni psicologiche di combattimento e riflessi scattanti: aumento della pressione sanguigna, dell’adrenalina e del battito cardiaco, riconosciuto come segnale d’allarme. Possiede molta più energia degli altri, spinge all’azione e al rischio. Usato nel periodo di saldi.

Blu.

Il blu invece è calmante. Evoca serenità e tranquillità. Nel blu intravediamo evidenti relazioni con il cielo e l’acqua. Il blu viene associato alla costanza, alla sicurezza e alla fiducia. Questo spiega perché  questo colore risulta essere il preferito nella realizzazioni di  loghi delle compagnie che puntano a trasmettere affidabilità. Spesso correlato a imprese e banche.

Verde.

Il verde viene associato istintivamente alla natura, che evoca sensazioni di freschezza e pulizia. Fra i colori preferiti più citati – dai consumatori, e da quelli che hanno fatto dei sondaggi sul colore – vi sono il verde ed il blu per le sensazioni di freschezza e calma associati ad essi. Di conseguenza il verde serve a connotare salute e freschezza.

Giallo. 

Nella maggior parte delle culture il giallo rappresenta il sole. Il colore della luce che evoca sensazioni di allegria, freschezza e ottimismo. Usato per attirare l’attenzione nelle vetrine. Sembrerebbe, inoltre, che la combinazione ottimale sia data da inchiostro giallo su carta nera. 

Arancione.

L’arancione è una combinazione di rosso e giallo. Un mix tra l’eccitazione del rosso e le emozioni allegre e solari del giallo. L’arancione è spesso utilizzato per la realizzazione di giocattoli e videogiochi. Grazie all’energia vivace che emana viene associato alle festività, pertanto rappresenta la scelta ideale per la  comunicazione di eventi festivi o popolari. Ideale per le Call to Action: Registrati, Scopri di più, Acquista.

Viola.

Il viola, realizzato mescolando il  rosso e il blu, tra tutti i colori è quello che risulta essere il più elaborato. Dal rosso acquisisce calore che si trasmette in sensualità, il blu lo devia verso la direzione opposta, raffreddandolo, e facendogli così acquisire sensazioni più pacate. Usato per i prodotti di bellezza, anti-età e articoli eleganti.

Marrone.

Il marrone, per tradizione, ha sempre raffigurato paesaggi rurali. Oggi assume connotazioni più ampie. Viene associato ad esempio al cioccolato e al caffè, scaturendo emozioni più “succulenti”.  Da questo emerge che le sensazioni che vengono evocate nelle persone sono legate all’utilizzo che se ne fa: spesso necessita di buone associazioni di colore nello studio del design per suscitare appropriate connotazioni di umore, in quanto meno efficace nel provocare reazioni.

Nero. ( Un must per me, devo ammetterlo. Ok, quindi: black & white…e non si sbaglia mai)

Il nero è un colore psicologico. Tradizionalmente associato al lutto, negli anni ha assunto sempre più tratti che esaltano l’idea di sofisticazione, potere ed eleganza. Il nero è il colore da utilizzare per creare un design di nicchia. Il pantone senza alcun dubbio del Marketing e la Comunicazione di Lusso.


Da un’analisi effettuata da Marketo su un campione di 100 brand,risulta che il 29% utilizza il colore rosso, il 33% il blu, il 28% il grigio e il 13% il giallo.


Alcuni tool online utili per la gestione di palette di colori:
Adobe Color
Shutterstock
Paletton.com

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