Archivio mensilefebbraio 2016

Sicurezza Informatica

Francesco Degortes No Comments

Arturo va in Città


 

Era la prima volta che Arturo calpestava le vie di quella città, era affascinato e distratto da tutto quel luccicare dalle costruzioni maestose, sorrideva e il cuore batteva forte, il suo sguardo come riflesso saltava da una vetrina all’altra, ed era tutto lì, ogni cosa che avesse voluto l’avrebbe potuta avere.

Entrò in un negozio e comprò un cappotto di quelli alla moda: sai che invidia quando l’avrebbero visto passeggiare con la sua Adelina per le vie del paese. Lui abituato alla campagna, i quattro vicini che conosceva dai tempi delle elementari, la vita lenta, cadenzata dai doveri giornalieri, una bella vita sia chiaro, ma davanti a se aveva il sogno. Quella realtà fino a pochi minuti prima sconosciuta, era come la combinazione di una cassaforte.

Pensava a quanto era magico questo nuovo mondo quando imboccò quel vicolo. L’insegna recitava: mondo selvaggio, dove le regole non esistono, esistono solo le illusioni. Svoltato l’angolo vide un’insegna luccicante in lontananza, il posto era sicuramente quello. Accelerò il passo senza badare troppo a ciò che lo circondava, alle luci sempre più rare e soffuse, i cassonetti ribaltati e semi bruciati al bordo della strada.

Quando aprì gli occhi la prima sensazione che provò fu il freddo. Diede un’occhiata in giro e capì che oltre al cappotto anche il suo borsello era sparito.

– Si sente bene?

– Si, penso di si.

– Venga l’accompagno in questura a sporgere denuncia.

Arturo si voltò, l’insegna in lontananza era accesa- chissà che c’era in quel “mondo selvaggio” – pensò.

Tranquilli, il povero Arturo è tornato alla sua vita senza troppi strascichi legati all’accaduto.

Ma accantonata per un secondo la vita reale, nel mondo virtuale, nel www, nella rete quanti di noi si trovano o si sono trovati o potrebbero trovarsi nella sua stessa situazione?

Il problema della sicurezza informatica, in particolar modo la parte legata alla “vita online”, è un tema su cui oggi va posta sempre maggiore attenzione: «Primo problema: gli oggetti dell’età digitale – dagli smartphone agli aerei – non sono progettati per essere sicuri e protetti da eventuali attacchi informatici. Secondo: il cybercrimine è diventato un affare per professionisti. Terzo: nel settore sbarcheranno presto anche i terroristi». Eugene Kaspersky

L’informatico russo, fondatore e presidente di Kaspersky Lab ha lanciato questo monito in occasione del lancio della versione 2016 dei suoi prodotti di punta, Internet Security e Internet Security – Multi-Device.

Oggi tutti posseggono un computer o un cellulare o altri dispositivi pieni di informazioni personali,codici, password che se finissero nella mani sbagliate creerebbero problemi di non poco conto all’Arturo di turno. Come difendersi?

Sicuramente il primo passo è essere consapevoli dei rischi che si corrono ed avere quindi un atteggiamento accorto nell’utilizzo dei sistemi informatici e delle informazioni in essi contenute: tenere sempre gli strumenti (pc, tablet, cellulari etc.) in luoghi sicuri, accessibili solo a personale autorizzato e protetti da password o codici di sblocco evitare di accedere a siti poco sicuri, e fare sempre il backup dei dati. Per ciò che riguarda le aziende sarà fondamentale una fase di autenticazione dell’utente che utilizza i sistemi e di tracciamento delle operazioni effettuate. Molto utili sono inoltre campagne di sensibilizzazione rivolte ai lavoratori (security awareness) che educano l’utente su quelli che sono i comportamenti di base per un utilizzo in sicurezza dei sistemi, attuabili tramite: formazione in aula; e-learning; immagini mirate sul desktop e sulla schermata di blocco dei dispositivi aziendali; una sezione dedicata alla sicurezza nel portale intranet aziendale; poster di sensibilizzazione nelle aree di aggregazione e passaggio dell’azienda. In secondo luogo sarà fondamentale fornirsi di strumenti atti a proteggere, rilevare e neutralizzare eventuali attacchi esterni, che potrebbero danneggiare i sistemi o provare a impossessarsi di informazioni importanti di privacy personale ed aziendale. Diverso sono i sistemi di protezione utilizzabili:

Gli antivirus: software che rilevano e proteggono il computer dai malware (virus, software dannosi).

I firewall: permettono, di bloccare i virus, anche non conosciuti, prima che questi entrino all’interno del computer, e volendo permette anche di bloccare all’interno alcuni virus presenti nel computer evitando così che possano infettare la rete cui si è collegati. Un firewall quindi può essere uno strumento aggiuntivo che impedisce a un virus di infettare la macchina prima che venga individuato dall’antivirus.

Gli antispyware: programmi il cui scopo è quello di cercare ed eliminare dal sistema, tramite un’apposita scansione, spyware e altri malware, programmi software malevoli, specializzati nella raccolta dati contro le norme della privacy.

Intrusion Detection System (IDS): IDS è un dispositivo software o hardware utilizzato per rilevare attacchi ai computer o alle reti locali. L’IDS non cerca di bloccare le eventuali intrusioni, cosa che spetta al firewall, ma cerca di rilevarle laddove si verifichino.

Intrusion prevention system (IPS): simile al firewall, con la differenza che un firewall lavora su porte e indirizzi IP mentre questa tecnologia lavora su programmi e utenti, impedisce ad un programma potenzialmente malevolo di entrare in esecuzione.

Insomma la prossima volta caro Arturo tieni gli occhi ben aperti, non imboccare vicoletti sconosciuti senza le dovute precauzioni e magari non portarti appresso oggetti di valore. Che altro non sono che le regole base per viaggiare in sicurezza in qualsiasi posto del mondo.

 

sicurezza_informatica

San Valentino

Francesco Degortes No Comments

… tra fiori, cioccolatini ed engagement.

Engagement_San_Valentino

E’ arrivato San Valentino tra amanti e detrattori, forse una delle giornate più controverse dell’anno, ma non certo per le aziende. Infatti, se per gli “ingenui piccioncini” è l’occasione per mostrare il proprio sentimento raschiando spesso il fondo del salvadanaio, per le aziende è il momento di mettere in moto creatività e la fantasia, e “coinvolgere” il maggior numero possibile di clienti. Il motto di qualsiasi azienda, in questi giorni, a prescindere da ciò che venda, è stato sicuramente creare Engagement. Il termine poi calza a pennello, perché indica si la capacità di coinvolgere le persone, di riuscire a interessare qualcuno a qualcosa e portarlo a compiere un’azione per dimostrarlo. Ma engagement vuol dire anche fidanzamento ed in fondo lo scopo dei brand è proprio questo, “fidanzarsi” con il cliente: attirare la sua attenzione, stimolarlo ad interagire e creare un “legame” con esso, e far si che da buon “fidanzato/a” parli con le proprie amicizie di questo compagno eccezionale.

La missione è quindi coinvolgere, ma come?

Una delle vie più percorse è sicuramente invitare l’utente a partecipare alla vita del brand, tramite contest, concorsi, chiedendo la sua opinione, usando immagini, facendo domande, premiando la sua interazione. Il brand deve prendere vita, deve essere un luogo in cui l’utente si sente a sua agio, quasi a casa, e si senta libero di esprimersi. Sii sintetico, creativo, emozionante: coinvolgi! Falli divertire, falli esprimere, falli sognare. Attenzione però, lo scopo non è tanto raggiungere il maggior numero possibile di utenti, ma raggiungere il proprio target di riferimento e spingerlo ad agire. Non conta la quantità, ma la qualità di essi. Un engagement rate alto permette, inoltre, di raggiungere un reach vastissimo aumentando in modo naturale e spontaneo il totale dei fan.

Quindi, Buon San Valentino… a tutti “i clienti fidelizzati”.

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